BB_Breve Bio

Da anni a contatto con l’insegnamento universitario dell’arte moderna e contemporanea, Emanuela Genesio si occupa e pratica l’interdisciplinarità dei linguaggi contemporanei attraverso la teoria e la pratica dell’arte visiva. E’ insegnante certificata 500 h Yoga Alliance e parte del corpo docente della scuola Internazionale di Yoga e Arti Marziali Hari-om (per un profilo completo in questa direzione si veda il sito della scuola).

Dall’inizio degli studi, si dedica all’incontro tra l’immagine e il segno nella tesi di Laurea in Letteratura Italiana all’Università di Lettere e Filosofia a Torino, in quelle per il master e Dottorato presso l’Université Paris8 in Estetica, Scienze e Tecnologia delle Arti, cominciando fin da giovane ad insegnare come assistente presso la prima istituzione e docente a contratto nella seconda. Nell’incontro con lo Ied, trova in Italia l’approccio aperto alla relazione tra teoria e pratica che ben identifica il suo percorso personale e comincia ad insegnare la Storia dell’arte contemporanea, la Comunicazione visiva e la Fenomenologia delle arti contemporanee nelle varie scuole, dedicando particolare attenzione al rapporto tra arti e design, creatività e progettazione.

A fianco all’attività di docenza, Emanuela Genesio organizza e cura eventi per giovani artisti tra cui Vistaesuono, arte e design e Kidney Wellness, copertine d’autore (in collaborazione con diverse Istituzioni tra cui l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino); scrive per riviste e tiene blog (su Exibart e Hari-om School), dando spazio alla ricerca sull’arte come esperienza estetica. Molte sono le pubblicazioni aventi per tema la storia dell’arte (collana Gribaudo sui grandi pittori; per Bolaffi sulla grafica degli artisti moderni) e il rapporto tra segno e scrittura (tra i più recenti: Les mots écrits per le PUV, 2013 o il saggio sul catalogo generale di Nella Marchesini sul ruolo della scrittura nella creazione della pittrice).

Negli ultimi anni, la relazione tra arte visiva e pratiche orientali (meditazione e yoga) diventa un campo di azione per la pratica artistica dapprima sviluppata con l’inchiostro di china alla maniera cinese e poi attraverso installazioni e performance in cui la scrittura svolgesse il ruolo di catalizzare l’energia tra creatore e fruitore. Quest’ultima direzione, le consente di collaborare con altri artisti (Il Vuoto con la videomaker Stefania Rota e il jazzista Massimiliano Amatruda; catalogo Zooart 2008) o l’installazione pittorico-fotografica 1502 con l’architetto e designer Danilo Manassero (catalogo Galleria Il Busto Mistero, 2009); e di produrre azioni che uniscono pratiche yogiche e visive (IC2__Chance&Choice per Torino Spiritualità 2013 o i vari seminari per il Blissbeatfestival e la Hari-om, International School of Yoga, 2012-14). Rappresentata in Francia dalla Galleria parigina Toutes Latitudes e selezionata per diversi concorsi di arti a stampa in Italia, si dedica con coerenza alla produzione di eventi in cui la natura e il caso diventano ingredienti capitali per l’esperienza estetica tra contemplazione e ascolto del sé (l’opera Sign in selezionata per l’edizione 2014 di Land Art Campi Flegrei). L’incontro con il pubblico, sviluppato dal carattere relazionale di queste installazioni-performance è il fulcro di una ricerca che indaga i rapporti tra creazione e fruizione, forma e spontaneità.
Insegna a Torino e Parigi, viaggia per tenere i workshop tra arti visive e pratiche yogiche in tutta Italia, ma vive nelle Langhe, più che può a contatto con la natura.

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